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Cos’è un trauma?

Qualsiasi esperienza negativa che non sia stata integrata o elaborata, costituisce un trauma, indipendentemente dalla sua natura. Una memoria traumatica non è determinata dall'intensità o dalla gravità dell'evento, ma dal modo in cui i ricordi sono memorizzata nel nostro corpo. Ad esempio, può capitare che al ricordo di una particolare situazione che ci provoca ansia, di un errore commesso sul lavoro, di un torto subito o di qualche altro genere di maltrattamento, si provino fastidiose sensazioni fisiche: una stretta al petto, nausea, tachicardia, sudorazione, disorientamento o anche paura.
In questa situazioni difficili viene spontaneo chiedersi “Cosa c'è che non va in me?” o pensare di non valere nulla, di essere un totale fallimento o di non sentirsi al sicuro.

Una memoria traumatica è come una rete di immagini, credenze, emozioni, sensazioni corporee collegate le une alle altre, ricordi che a causa del trauma rimangono frammentati e congelati nel nostro cervello e di cui spesso non ne abbiamo consapevolezza.

Originariamente, l’EMDR è stato sviluppato dalla psicologa Dr. Francine Shapiro nel 1987 per curare le vittime del disturbo post traumatico da stress. Da allora, l’EMDR si è evoluto e oggi viene utilizzato per trattare molte forme diverse di disagi riconducibili sia a traumi complessi (T grande) che a traumi più semplici (t piccoli).

Un trauma complesso (T grande) è una forma di disturbo d'ansia che viene innescato da un evento estremamente traumatico in cui una persona si trova in pericolo di vita o è spettatore impotente di eventi drammatici o catastrofici in cui altre persone perdono la vita o sono in pericolo. Molte persone che sono coinvolte in eventi traumatici o che ne sono testimoni hanno per un breve periodo iniziale qualche difficoltà di fronteggiare tali situazioni.
In alcuni casi, però, i sintomi possono peggiorare o durare mesi o addirittura anni. A volte possono anche sconvolgere completamente la nostra vita. In questi casi, si può avere un PTSD, un disturbo post traumatico da stress.

Il PTSD può colpire i sopravvissuti a eventi traumatici come aggressioni sessuali o fisiche, guerre, torture, disastri naturali o incidenti aerei. Il PTSD può anche colpire i soccorritori e il personale medico intervenuto sul luogo di un incidente di massa o impegnato a fronteggiare situazione di crisi o grandi tragedie. Questo tipo di eventi può causare paura intensa, impotenza o orrore.

I sintomi del PTSD in genere iniziano entro tre mesi da un evento traumatico anche se in alcuni casi possono manifestarsi anche anni dopo l'evento. I sintomi del PTSD possono includere:

  • flashback, ovvero rivivere più volte l'evento traumatico per pochi minuti o anche interi giorni;
  • vergogna o senso di colpa;
  • sogni sconvolgenti sull'evento;
  • azioni o comportamenti utili ad evitare di pensare o di parlare dell'evento;
  • sentirsi emotivamente intorpiditi; irritabilità o rabbia;
  • difficoltà relazionali;
  • comportamenti autodistruttivi;
  • mancanza di speranza per il futuro;
  • difficoltà a dormire;
  • problemi di memoria;
  • difficoltà a concentrarsi;
  • essere facilmente spaventati o spaventati;
  • non godere delle attività che una volta ci piacevano;
  • sentire o vedere cose che non ci sono.
Questi sintomi spesso impediscono la rielaborazione, poiché la mente non riesce a tollerare il ricordo del trauma, e così lo fugge, senza poterlo elaborare.
Il sistema nervoso rimane invece “bloccato” in uno stato di estrema attivazione, come se continuasse a vivere costantemente l’esperienza traumatica.